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Perchè si entra in crisi

Perché mi succede questo? Perché sto così?


Perché sono depresso? Perché ho un’ossessione, un delirio o qualsiasi altro sintomo considerato psicopatologico? Nel momento in cui c’è un perché, una domanda, ci si apre ad affrontare un ignoto assoluto: il non sapere di non sapere. Tutto ti sembra chiaro, eppure rimani con un vuoto di senso, non riesci a dare un significato persuasivo all’ insieme degli atti che compongono la tua esistenza. Per quanto tu sappia di ogni singolo gesto della tua quotidianità, non sai quale sia il senso riassuntivo dell’insieme delle tue azioni, delle tue scelte.

La crisi diventa allora l’occasione di riconcepire la propria dimora.


  • Ansia
  • Lutto
  • Disturbi Alimentari
  • Infertilità
  • Dipendenze
  • Depressione
“Esistere significa portare i nostri passi verso il mistero del non ancora realizzato” — Sconosciuto

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La Terapia

Cosa fa un bravo psicologo psicoterapeuta?


  • Terapia Individuale
  • Terapia di gruppo
  • Per Adolescenti
  • Terapia di coppia
  • Familiare

Un bravo psicologo psicoterapeuta non si dispone all’incontro pensando che la persona debba smettere di soffrire. Si dispone nel modo del dare un senso alla sua sofferenza. Ogni sofferenza ha un senso. Se elimino il sintomo senza comprenderne il senso, ne uccido l’ esperienza fondazionale. Per nascere bisogna soffrire. Nell’incontro di psicoterapia bisogna accogliere. Il mio compito non è di curare, bensì di creare pensiero, di dare senso.


Il Modello Antropoanalitico

C'è qualcosa al lavoro nella mia mente, che non comprendo


Ansia, Depressione, disturbo borderline, dipendenze (da alcol, sostanze, internet, gioco d’azzardo, sesso o cibo), sono solo dei nomi che definiscono, che chiudono, che saturano. L’uomo ha bisogno di dare senso alla sua esperienza nel mondo. È in questa cornice che si inscrive la finalità di una psicoterapia mirata non a guarire, ma piuttosto a svelare l’incessante tendenza trasformativa dell’identità, e accompagnare nella donazione di senso che porterà alla remissione sintomatologica. Lo psicoterapeuta non è colui che svela la verità, così che il paziente smetta di soffrire e possa vivere felice.


“La diagnosi psicologica non dice che cosa abbia una persona o che cosa una persona sia. Una diagnosi è una gnosi, un modo di conoscenza di sé, che crea nella sua immagine un cosmo.”— James Hillman

Il patire e il compatire psicoterapico, il partecipare dello stesso pathos, è piuttosto un atto generativo, di comunicazione feconda, nasce qualcosa. L’Antropoanalisi è una pratica, un’ esperienza, una ana–lisi, è uno scioglimento di ciò che pare senza senso. Anthropos è colui che volge lo sguardo al cielo, colui che guarda oltre le proprie origini, in alto, in un moto ascensionale, dissolvendo, attraverso un processo di lisi, la propria genealogia. La funzione dell' antropoanalista è quella di andare oltre la lisi, cioè oltre la dissoluzione di una coscienza alienata, ordinata e prevista dalla genealogia del paziente.


“Per essere autenticamente liberi occorre conoscere il carcere”— Marco Malvaldi

Chi si rivolge allo psicoterapeuta lo fa nel suo sapere di sé e del mondo sulla base dello sguardo che l’ambiente gli ha rivolto, si dibatte nel senso di sé stesso, della vita e del mondo che quello sguardo gli ha rimandato. Nel momento in cui si riesce a prendere la distanza dalla perentorietà dei propri comandi originari, processo lungo e faticoso, inizia a profilarsi all’orizzonte la possibilità e il desiderio di fare nuove esperienze, vissute, emozionalmente significative, inizia a cambiare il linguaggio, il proprio modo di essere, si inizia a crescere. Una buona psicoterapia mira a rispondere all’esigenza formativa dell’essere umano, non adattiva del proprio comportamento rispetto a un ambiente che ha determinate regole che vanno rispettate.



Alessia Riolo

Psicologa, Psicoterapeuta, Gruppoantropoanalista


Lavoro con adulti, gruppi e adolescenti seguendo il modello gruppoantropoanalitico. Un modello della mente nel quale questa non è un “in sé e per sé” osservabile come un oggetto nella sua datità, ma è un fenomeno totalmente pertinente ai modi e ai tempi della sua relazione col mondo. Mi dispongo all’incontro con il paziente in un processo di conoscenza reciproca in cui diventa possibile riconcepire, i ricordi, e la storia, che diventa nuova e viva.

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