Psicoterapia e\è formazione

La situazione psicoterapica è quella relazione umana centrata su un bisogno di sapere. Perché mi succede questo? Perché sono depresso? Perché ho un’ossessione, un delirio o qualsiasi altro sintomo psicopatologico? Nel momento in cui c’è un perché, una domanda, si annuncia la disposizione dell’ uomo a un sapere quello che non sa o ad affrontare quell’ ignoto assoluto che è il non sapere di non sapere. Io non so di non sapere: tutto mi sembra chiaro, so benissimo perché questo, perché quest’ altro, perché quello, eppure rimango con un vuoto di senso, non riesco a dare un significato persuasivo all’ insieme degli atti che compongono la mia esistenza. Per quanto io sappia di ogni singolo gesto della mia quotidianità, io non so, non so il senso riassuntivo dell’insieme dei miei atti, delle mie scelte. Il sapere può essere soddisfatto attraverso quell’alimento cognitivo che si chiama insegnamento: qualcuno sa quel che io non so, qualcuno mi dice come è fatto il mondo, qualcuno mi dice di terre lontane da me mai viste, io apprendo prendo dentro di me delle informazioni. Accresco il mio bagaglio di conoscenze, posso accrescerlo all’infinito. Ma senza che abbia granché fatto né di me né del mondo qualcosa. Il bambino che va a scuola apprende l’ alfabeto, i numeri, l’ uso del pennello e tante altre cose e ogni anno di più apprende, ma è in contatto con i suoi compagni con le maestre con ambienti nuovi e gioca, inventa, si mobilitano affetti. Si rende conto di non essere solo al mondo, che la sua famiglia si dilata ben aldilà dei confini circoscritti da cui è fisicamente composta. Questa è formazione. Formare significa fare nuove esperienze, vissute, emozionalmente significative, cambiare il linguaggio, il proprio modo di essere, crescere. Una psicoterapia che mira a rispondere all’urgenza formativa dell’essere umano, non adattiva del proprio comportamento rispetto a un ambiente che ha determinate regole che vanno rispettate. Il grande modello psicagogico. D.Napolitani